Subito dopo aver finito Outland, mentre scorrevano i titoli di coda sullo schermo, mi sono sentito pervaso da una sensazione di deja vu, come se fossi appena tornato da un viaggio indietro nel tempo.

Non parlo di deja vu a proposito degli innumerevoli elementi che il titolo "prende a prestito" da altri giochi, ma proprio della sensazione generale... probabilmente perché Outland mi ha ricordato molto il feeling dei platform anni 90 per Amiga, con quel suo design pulito, ma a tratti poco ispirato, con i suoi salti millimetrici, ma incastonati in sezioni cervellotiche, e soprattutto con la sua pazzesca fluidità e perfezione tecnica, figlia di nottate e nottate passate a codare sul 16 bit Commodore nelle gelide lande del nord.